LA CARTUCCIA 10,40 ORDINANZA ITALIANA alcuni cenni


Un particolare sensibile per la ricarica di questa cartuccia deriva dalla forma del bossolo a causa della sua particolare conformazione. Il bossolo originale della 10,40 Ordinanza Italiana è caratterizzato da un profilo quasi “a collo di bottiglia”; solo dopo lo sparo il profilo diventa leggermente conico copiando per pressione la forma delle camere del tamburo.

In mancanza di bossoli originali, anni fa, nella bibliografia si leggeva dell’utilizzo di bossoli calibro 30/30 opportunamente accorciali e trimmati ma, attualmente, sui campi di gara, non è raro vedere cartucce 10,40 caricate con bossoli 45 auto rim accorciati a circa 22 mm, oppure con bossoli del 44/40 opportunamente tagliati tra mm. 21 a mm. 22,50 circa. Le tipologie di bossoli tagliati necessitano di sbavatura e rastrematura con la matrice del 10,40  di ricalibratura totale (full resizing die) o (in mancanza) del .303 British, previa apposita lubrificazione. Le matrici per la ricarica di questo calibro non sono di semplice reperibilità: da diversi anni, ho avuto modo di apprendere, che il custom shop della RCBS produce matrici  per tantissimi calibri desueti tra cui appunto il 10,40, diversamente la CH commercializza la serie di dies “CH4D” per il calibro in questione.

Si evidenzia che la munizione dell’epoca era caricata a polvere nera con velocità di circa 230 m/sec, quindi alquanto debole in fatto di potere di arresto.  I criteri circa la sua ricarica, come per la maggior parte delle munizioni similari di quel periodo, è oggi possibile verificarli sui campi di gara anche se in configurazioni alquanto diversificate.

Riguardo alle palle utilizzate bisogna mettere in evidenza che le canne dei revolvers in 10,40  presentano diametri di foratura variabili; tantissimi degli esemplari che ho avuto modo di verificare in circa 30 anni hanno mostrato canne forate a circa 10,72mm (.422″) fino ad un massimo di 11,05 mm (435″).

I dati C.I.P. fissarono per la 10.40 le misure dell’anima della canna  con diametro fra i vuoti  di mm. 10,75 e fra i pieni  di mm. 10,35.

Le eventuali diversità di foratura delle canne ed anche l’ eventuale consunzione delle stesse creano problemi non indifferenti nella precisione senza dimenticare l’altalenanza dei picchi pressori direttamente collegata a tali fattori negativi. Le problematiche posso raddoppiarsi qualora si usi poi una palla di diametro maggiore in una canna forata più stretta, evento di non impossibile attuazione.

Riguardo all’uso dei propellenti, la voce di popolo dei tiratori del 10,40 invoca l’uso di polveri  vivaci, come ad esempio la WW-231, la N-310, la BA10, la vecchia GM-3 e simili.

Anche se la volumetria del bossolo è generosa è necessario porre grandissima attenzione nella pesatura di ogni singola dose. Le armi che sparano la 10,40 hanno moltissimi anni alle loro spalle con sovente compromissione della struttura; anche minime variazioni anche di pochi decimi di grano possono generare  spiacevoli conseguenze.