RESIDUI DELLO SPARO – GSR – CTP


RELAZIONE DI CONSULENZA TECNICA

redatta nell’interesse di …….

 

PREMESSA

L’Avv. XXXe, difensore di fiducia dI XXXX, indagato nel procedimento penale per la morte di XXXXX, nell’interesse del suo assistito, incaricava i sottoscritti di esaminare e di controdedurre, ove si rilevassero gli estremi, alle conclusioni della consulenza tecnica di Ufficio del dr XXXXX, incaricato dall’esimia d.ssa XXXX della Procura di XXXXX.

Per poter ottemperare all’incarico professionale, i sottoscritti hanno chiesto copia dei documenti in atti utili alla chiarificazione delle problematiche.

  1. chiarire bene che cosa sono i residui dello sparo e da dove hanno origine;
  2. come vengono classificati;
  3. come devono essere interpretati gli spettri analitici relativi ai residui dello sparo.

Una cartuccia per arma da fuoco portatile è costituita da quattro elementi essenziali:

– un bossolo;

– un proiettile;

– carica di lancio;

– capsula di innesco.

Tutte le quattro componenti hanno una funzione caratteristica e specifica propria. Allorquando si ha una esplosione di colpo d’arma da fuoco, oltre ai fenomeni più appariscenti (fumo – rumore – vapori), vengono prodotti numerosi residui che si originano da vari componenti delle munizioni formandosi all’interno dell’arma per effetto della combustione. Tali residui in forma di particelle microscopiche vengono denominate “residui dello sparo” o “GSR”, di forma più o meno sferoidale, assenti nella cartuccia prima dello sparo, ma vengono con questo proiettate nell’ambiente fuoriuscendo prevalentemente dalla canna dell’arma, ma anche da altre vie attraverso cui possono farsi strada.

Gli elementi che le compongono sono principalmente bario – piombo – antimonio, elementi che si trovano abbondantemente nell’innesco della cartuccia; oltre a questi elementi, esclusivi dello sparo, è possibile trovare anche altri elementi, che non sono esclusivi dello sparo.

E’ quindi sperimentalmente dimostrato che dette particelle posseggono granulometria, morfologia e composizione caratteristiche a tal punto da poter essere considerate indicatori univoci dell’avvenuto sparo di un’arma e quindi non confondibili con qualsiasi altro particolato proveniente da diversa attività umana o comunque presente in natura.

Per quanto poi riguarda la composizione elementare di dette particelle caratteristiche la letteratura internazionale le classifica in due grandi gruppi:

– al primo gruppo appartengono particelle sicuramente ed esclusivamente riferibili allo sparo ed hanno, per composizione, piombo – antimonio e bario e tracce di altri elementi;

– al secondo gruppo appartengono particelle costituite da elementi caratteristici dello sparo (piombo-antimonio – piombo-bario – zolfo e antimonio), ma non esclusive essendo state individuate anche in altre particelle ambientali.

INTERPRETAZIONE DEGLI SPETTRI

            Gli elementi caratteristici dello sparo, che sono oggetto di ricerche per tutti i metodi moderni di indagini (piombo – antimonio – bario), assumono significato solo e soltanto quando siano presenti associati tra loro in determinate forme contemporaneamente nelle singole particelle; gli stessi elementi sono stati osservati in associazioni diverse in particelle di origine ambientale e non eccezionalmente.

Il bario non ha alcun significato quando si trova associato nella medesima particella ad abbondante zolfo, così come l’antimonio non associato al piombo o bario può derivare anche da alcune particolari attività lavorative, così come il ferro in grandi quantità associato a bario ed antimonio, non è una particella esclusiva dello sparo.

Per fare un esempio concreto, si allegano n. 2 spettri con relative fotografie delle particelle:

– allegato “A” = Particella ESCLUSIVA dello sparo (con forma sferica e composizione  Pb – Sb – Ba, con tracce di altri elementi).

– allegato “B”   = Particelle INDICATIVA dello sparo (con forma irregolare e composizione Pb – Ca – Ba, con tracce di altri elementi e che può provenire dallo sparo ma anche da altre molteplici attività “meccanico, fabbro, elettrauto, saldatore etc. etc.”).

NOTE CRITICHE DI CARATTERE FORMALE

In relazione al verbale n. 1 del XXXX col quale si dava atto dell’inizio delle operazioni peritali, il Consultente Tecnico del PM. Dr. XXXXX rendeva edotti i sottoscritti CT di parte, circa la tecnica che avrebbe utilizzato per l’analisi dei metalli contenuti sugli stubs, tecnica denominata ICP/MS.

I CT. di parte, in quella sede si sono limitati ad esprimere perplessità su tale tecnica analitica,  lasciando al CT.PM. dr. XXXX piena autonomia ad eseguire tale tecnica dallo stesso invocata; si concordava a questo punto di aggiornare la seduta al  XXXXXX.

 

Il giorno XX:XX:XX il CT.PM Dr. XXXXXXXXXXX disattende la seduta previo avviso telefonico al solo Dr. XXXXX che provvedeva ad avvisare i sottoscritti CTP; Il CT.PM ometteva i regolari avvisi e spostava la data della  seduta al giorno XX.XX.XXXX.

Il giorno XX.XX.XXXX, i CT di parte prendono atto con stupore che la procedura dichiarata dal dr. XXXXX era stata variata ed eseguita senza dare avviso ai sottoscritti CTP, utilizzando la tecnica della Microscopia Elettronica a Scansione con Microanalisi a raggi “X”, senza dare ulteriore preventivo avviso sul luogo e laboratorio prescelti per tale diversa tecnica analitica.

 

NOTE CRITICHE DI CARATTERE TECNICO

 

Alla pagina n. 3 della Consulenza, nel paragrafo “Procedure analitiche applicabili” il CT.PM al penultimo rigo cita: sono considerate significative particelle sferoidali contenenti piombo (Pb), antimonio (Sb), Rame (Cu), (Pb+Sb+Ba).

Si evidenzia che le particelle esclusive come citato nella letteratura internazionale sui residui dello sparo, sono costituite da Piombo (Pb) – Antimonio (Sb) e Bario (Ba), per cui il Rame (Cu) non può essere incluso come erroneamente riportato dal CT del PM.

Alla pagina n. 6 della Consulenza, nel paragrafo “Risultati dell’indagine e discussione” il Dr. XXXX cita quanto segue: le tipiche foto ottenute nell’analisi dei campioni sono riportate in allegato, insieme all’analisi dei componenti presenti nel campo mostrato. I risultati vengono riportati in forma schematica in tabella A. E’ evidente dalle tipiche foto allegate che nessuno dei campi analizzati presenta  residui sferoidali contenenti Pb, Sb, Ba, combinati tra loro tali da poterli ritenere residui di polvere da sparo.Nel bianco erano presenti i seguenti elementi: Sodio (Na), Mg, Al, Si, P, S, Cl, K e Ca,Titanio (Ti), Ferro (Fe), Cu e Zn;  

Anche tali ulteriori deduzioni del CT.PM non fanno altro che avvalorare l’insussistenza di risultati significativi sull’indagine espletata in quanto, se sul bianco, cioè sul prelievo fatto all’operatore di PG., risultano all’analisi microscopica caratteristiche particelle di rame (Cu), zinco (Zn) e Ferro (Fe), la cosa non deve destare meraviglia se le medesime microparticelle siano state rinvenute anche sui tamponi effettuati agli indagati.

Inoltre, cosa ancora più sconcertante, è  che, dall’esame della Tabella A della Consulenza tecnica del Dr. XXXXX, alla pagina n. 9 risulta analizzato  solo il “bianco” relativo all’operatore che ha eseguito i prelievi all’indagato XXXX. Non risulta effettuata alcuna analisi per quanto riguarda il “bianco” relativo all’operatore che ha eseguiti i prelievi a tutti gli altri indagati compreso il XXXXX.

Alla luce di tale discordanza, questi CTP non possono effettuare alcuna verifica sui risultati, come sicuramente non ha potuta effettuarla il CT.PM.

 

Nelle “Conclusioni”, il Dr. XXXXXX al punto n. 1 cita: non sono stati trovati residui sferoidali contenenti combinazioni dei metalli “Piombo (Pb), Antimonio (Sb) e bario (Ba).

Tale conclusione esclude in modo inequivocabile che l’ XXXXX abbia fatto uso di uso di armi da fuoco, deduzione avvalorata anche dal punto n. 2, dove lo stesso CT.PM afferma che i metalli trovati non sono assolutamente prova dell’utilizzo di armi da fuoco in quanto sono presenti anche nel “bianco” dell’operatore.

Riguardo i punti n. 5 e n. 6, il CT.PM afferma quanto segue: il ritardo con cui sono stati effettuati i prelievi dei reperti, rispetto all’evento delittuoso, non permette di esprimere alcuna considerazione circa l’impiego o meno di armi da fuoco da parte degli indagati (è improbabile trovare residui d’arma da fuoco sulle mani dopo 4/5 ore dall’uso delle armi, in luogo aperto. L’impiego dei detersivi rende improbabile trovare residui derivanti dall’impiego di armi da fuoco sulle mani dopo poche ore dall’impiego dell’arma in luogo aperto.

La conclusione di cui ai punti n. 5 e n. 6 non è esatta in quanto il sottoscritto Dr. XXXX per la sua lunga esperienza specifica in materia (Dirigente del laboratorio dei residui dello sparo della XXXXXXX, ha avuto modo, in molteplici occasioni, di trovare particelle esclusive dei residui dello sparo anche su prelievi effettuati a distanza di 24 ore dal fatto delittuoso. Altresì le particelle esclusive dei residui dello sparo sono state rilevate, dopo il medesimo tempo trascorso, anche su soggetti che avevano dichiarato di essersi lavati le mani prima del prelievo.

Inoltre si sottolinea che dall’esame dei “fogli notizie” compilati dalla P.G. operante, si evince che gli indagati: XXXXX dichiarano di non essersi lavati e, nonostante ciò si trovano all’analisi degli stubs effettuati le stesse particelle dell’ XXXXXX che diversamente dichiara (foglio notizie) di essersi lavato 2 volte.

Al punto n. 12 il CT.PM cita quanto segue: la ricerca comparativa di eventuali ulteriori impurezze metalliche negli stubs degli imputati sarebbe potuta essere una strada da seguire…etc.

Nel campo delle ricerche dei residui dello sparo e su quanto esistente e consultabile in materia, non esiste alcun riferimento alla procedura che il dr. XXXX aveva inizialmente intenzione di seguire (inaspettatamente non eseguita) di cui questi CTP avevano espresso doverose riserve, già in sede di prima convocazione.

Tutte le note critiche espresse, a parere di questi CTP, non sono assolutamente mirate a sminuire la sicura e conclamata capacità professionale del Dr. XXXX, il quale anche in forza di riconoscimenti professionali acclarati è da considerarsi professionista affidabile nel settore chimico analitico; le inesattezze ed approssimazioni rilevate nell’elaborato sarebbero riconducibili soltanto alla poca esperienza in materia dei residui dello sparo, rispetto a tecnici adibiti nel settore specifico.

Pertanto, sulla disamina di quanto esposto, ne consegue che a carico dell’XXXXX non sussiste alcun elemento che possa provare l’utilizzo di armi da fuoco.  

 

In scienza e coscienza